lunedì 8 aprile 2013

Terra


L'orto da zappare.
Anzi, niente orto, solo terra smossa da trasformare. Zolle e zolle umide, piene di odori e di vermi grassi.
Questo abbiamo trovato ieri.
Prima togli il giubbotto, ti si arrossa la faccia.
Poi sfili il golfino, sudi.
Le braccia non sanno. Come muoversi. Fanno leva, e il piede nello stivale di gomma spinge più sotto la pala.
Il miracolo del suolo che si apre, si offre, si lascia penetrare, fecondare.
Poi, seduti nell'erba, sfatti e stanchi, ridiamo, parliamo di volti, luoghi, vacanze. Persone incontrate.
E sono io. E sto bene.

14 commenti:

  1. braccia rubate all'agricoltura :P

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    1. ma sai che oggi ci pensavo? Potrei dedicarmi... ;)

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  2. Un sollievo quando stai bene e in buona compagnia. :)

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    1. E tu, Sedanina, ti preoccupi per me!!!??? Che bello. :)

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  3. Ho una decina di metri quadrati di pseudo orto da zappare... ci vieni? :)

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    1. Mi auguro che tu non scherzi, perchè io ci vengo...

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    2. Grazie Gioia, ma penso che anche quest'anno lo lascerò a maggese... :))

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    3. Allora ne riparliamo il prossimo anno :)

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  4. lavorare la terra, prendersi cura delle piante, fa ritrovare serenità.

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    1. Non è da me. Sono negata... Ma il potere del "fare" è indubbio!

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  5. Ti leggo e mi fai sorridere... Ti aspettoooooo ;)

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