venerdì 6 luglio 2012

Greek



Difficilissimo connettersi!
Però ci tenevo.
Al volo.
Innanzitutto il viaggio in aereo è andato. Non voglio dire "bene", ma ammetto che sia andato.
Lasciato oggi il piccolo paradiso low-cost che ci ha ospitati in questi primi giorni. Sembra impossibile che riescano anche solo a non andare in perdita...
La crisi si tocca e si sente.

Nuova sistemazione molto molto rustica (mi sento a casa, niente aria condizionata, niente zanzariere, solo qualche piastrina elettrica per cacciare i molesti insetti) ma decisamente strategica: a 200mt spiaggetta caraibica con acqua azzurra e trasparente.
Cene casalinghe in terrazza rigorosamente greche: koriatiki, souvlaki, retsina (che buonn questo vino profumato e secco!), olio d'oliva locale...
Leggo, come promesso.

Ho già divorato tre libri (una Nemirovsky tremendamente bella e struggente) e il quarto mi attende in valigia. Se vado avanti così credo che negli ultimi giorni mi resterà solo da poltrire e scrivere.
Che come programma, non è male.



lunedì 2 luglio 2012

Eh sì, si parte...


Fermo restando che l'idea di alzare i piedi dal suolo mi atterrisce già da ora, preparo il mio bagaglio con zelo.
Mi sono regalata una tuta di seta blu che lascia le spalle scoperte (un po' cinese, costa poco), solo perchè è leggerissima e non ingombra. No, è una bugia. Solo perchè era bellissima e fresca.
Quest'anno, finalmente, vacanze che non contemplino anche lo studio.
Voglio fare tante foto. Dormire sull'amaca. Leggere all'inverosimile.
E se mi capita (ma solo se mi capita, perchè sarà difficilissimo), postare un saluto, qui nel blog.
Altrimenti, il diciassette luglio sarò di nuovo qui...abbronzata e riposatissima. :)

domenica 1 luglio 2012

Se mi lasci ti cancello


Colonna sonora meravigliosa (Beck), per un film prezioso e poco conosciuto...

Notti assonnate di lancette che sbucciano i minuti...

Troppo caldo per dormire. Troppo caldo per leggere. Troppo caldo persino per stare immobile e ferma, sul divano. 
No, non ho l'aria condizionata. Sono ancora tra le schiere degli illusi, quelli che dicono "il caldo c'è sempre stato, è importante anche imparare a sopportare, l'uso del condizionatore incide sul riscaldamento globale...".
Ma una notte come questa non ha precedenti.
Anzi, forse sì.
Ero a casa dei nonni, in estate. Avrò avuto dodici o tredici anni. Faceva molto caldo, molto e in camera mia c'erano parecchie zanzare. A notte fonda ancora non avevo preso sonno. Ricordo che presi con me il diario (ecco, già all'epoca era dolce e consolatorio scrivere) e scalza raggiunsi la cucina. Seduta al tavolo (laccato di beige, che scrostava leggermente sugli angoli...ne posso sentire ancora l'odore, di legno e vernice), iniziai a scrivere. Avevo la percezione netta che quella condizione favorisse un esprimersi più fluido e vero: il silenzio, la notte fuori dalle finestre, il cane addormentato ai miei piedi.
Ci fu un rumore, e come destata da un sogno, sussultai. Il nonno Giovanni aveva visto la luce in cucina, si era preoccupato per me, ed ora era lì, con il suo elegantissimo pigiama bordeaux. Il nonno godeva di quell'eleganza innata, che fa sembrare gran signori anche nel cuore della notte e con le ciabatte ai piedi.
Disse solo "tutto bene cocussa?", e mi poggiò una mano sulla testa.
Nel lessico familiare per Giovanni ero "cocussa". Credo venisse da "cocca, cocca del nonno".
In un istante, quel piccolo gesto, quel trattenermi e poi restituirmi la mia fragilità, attraverso le parole ed il contatto, mi fece sentire tutta la stanchezza della veglia, degli occhi pesanti.
Fu dolce prendere sonno, mentre fuori il giardino incontrava la prima luce.

notti buie come un forno
notti insonni prima di un gran giorno
notti dure d'illusioni
lunghe scure di caffe'
...
e se stanotte tu mi fossi accanto
stanotte che ti voglio
e non sai quanto
tu che sei stata e sarai
tra le persone piu' mie
tu che mi stai
nei quattro angoli del cuore
ridammi in queste mani senza amore
l'amore delle mani tue