mercoledì 31 ottobre 2012
Caro Babbo Natale...
No. Poi qualcuno mi dice che sono monotematica.
Che finisco sempre per scivolare sulle scarpe.
In un modo o nell'altro.
Ma queste. Queste galosce da pioggia. Fanno tanto Paperon de Paperoni.
Mi sto informando.
Le chiedo con largo anticipo, sia mai.
martedì 30 ottobre 2012
In una scatola
Cercavo altro, come capita. E mi sono ritrovata fra le mani alcuni tesori.
Il primo, è una foto da me scattata all'età di otto-nove anni circa. Attesta:
1) un sopito spirito rivoluzionario, già presente fin dalla tenera età;
2) la tendenza ad immortalare il nulla, al di là del quale si leggono storie.
Precoce la bimba.
Il secondo racconta di una Gioia diciassettenne, giunta in quel di Sappada (Cadore) al fine di governare una trentina di scapestrati minorenni presso la Colonia estiva detta "Casa bassa". Un delirio di inconsulti atti educativi diurni e di rocambolesche, notturne fughe dalla finestra. Alla faccia del Don.
Una bambina devota, mi rappresentò così. Prego notare la presenza di stivale.
L'ultimo è un autoscatto. Io e papà. Una foto d'autore sembra. Ma lui era così, sapeva fare tutto.
lunedì 29 ottobre 2012
Donne, du du du
Frequento poco l'estetista.
Due o tre volte l'anno.
Mi autogestisco.
Giovedì, spinta da un'insana voglia di abbandono, ho varcato la soglia del mio gineceo urbano.
Perchè l'estetista (donna che spesso riluce in perfezione e ti costringe ad impietosi confronti) si prende carico del tuo corpo, ma si presta volentieri a scandagliare i fondali della tua anima. Ponendo questioni che non girano mai attorno ai grandi temi, ma li affrontano, senza remore.
"Sei sposata?"
"Hai figli?"
"Quanti anni hai?"
"Che lavoro fai?"
Superato il rituale-interrogatorio dell'accoglienza, provo a staccare.
Ma dal box confinante (le parteti divisorie non arrivano al soffitto), giungono le battute di una conversazione frivola e avviata.
"Coso...hai visto?"
"Chi?"
"Il figlio dei Pooh".
"Ah, deejay Francesco?"
"Sì, lui. Hai visto? Con la Marcuzzi?"
"Poveri, si sono lasciati. Tolgo anche le sopracciglia?"
"Sì, togli un po'. Ma come mai si sono mollati?"
"Era finito l'amore, dicono. Solo amici, in pratica".
Che meraviglia, che terapia. Chiudo gli occhi, assaporo l'assoluta inconsistenza delle parole, che per una volta, viaggiano senza peso.
domenica 28 ottobre 2012
Letargo
Passo
le mie giornate frugando nel cassetto delle cose smarrite. Oggetti
dimenticati, che potrebbero dare un senso al mio attendere. Forse,
d'incanto, ogni oggetto andrà in cerca del suo posto, del suo luogo,
di una corrispondenza. Occhiali caleranno su nasi che non sapranno
riconoscerli. Vecchie viti entreranno in fori ormai occupati. Anelli
forzeranno dita troppo grosse.
E
tutti questi oggetti, troveranno casa in me.Ma ci vuole tempo.
Devo
prepararmi all'inverno. Costruire una tana di foglie e muschi, che si
lasci solcare dalla luce. Strappi di sole -prima freddo, poi capace
di spremere gli odori- che raccontino quanto prossimo sarà il
risveglio.
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