martedì 14 maggio 2013

Mea culpa

"Bambini, devo farvi una confessione".
Tacciono, seduti al parco mentre il sole si fa strada fra il fitto dei rami.
"E' come si fa col prete?", chiede qualcuno, fresco di catechismo.
"Non saprei", rispondo, "la mia è più una cosa da commissariato".
"Hai ucciso qualcuno?", domanda Tommaso facendo gli occhi grandi.
Gli altri ridono. Immagino lo ritengano improbabile.
Silenzio.
"Allora lo dico. Fumo".
Si scambiano sguardi complici, si stringono nelle spalle, eccitati. Increduli.
"Anche il mio papà!", dice il biondino.
"Ma posso raccontarlo a casa?", chiede Miriam.
Giacomo resta in silenzio. Poi alza gli occhi su di me, serio.
"Guarda maestra, entro l'estate però, smetti".

domenica 12 maggio 2013

Metti una domenica a pranzo

Una domenica diversa.
Prima pioveva e faceva fresco.
Poi è arrivato un sole di quelli che cambiano i colori.

In cucina, da mezzogiorno in poi, è un delirio.
Ognuno la sua postazione, ordini precisi, movimenti secchi. Io osservo, improvviso, poi capisco. Mi inserisco nel meccanismo, supervisionata da una donna precisa, robusta e rassicurante.
I vassoi si compongono, escono.
E poi ancora, e ancora.
C'è qualcosa di ipnotico e consolatorio in questo movimento ripetuto, circolare.

L'ora di pranzo passa.
E per chi ha lavorato, una birra chiara, rigatoni al ragù, una sigaretta parlando di tutto. E di niente.


sabato 11 maggio 2013

Anticipi

 












Non sono ancora buone, le ciliegie.
Eppure, dietro la vetrina di un fruttivendolo, chiamano gli occhi come grosse perle lucenti.
Cinque soldi d'estate in un cartoccio.
Lasciar ciondolare le gambe da un muro, mentre la pioggia manda avanti un vento deciso, ad annunciarla con il dovuto fasto.
E i nani storti e storpi, fanno da sentinelle.
Poi, davanti ad una chiesa magazzino, bella come possono essere solo le cose che invecchiano, placide e indisturbate, domandarsi dova stia di casa questo sentire. Per poter bussare alla sua porta, ogni tanto.


E vedrai un altro me 
disarmato fragile
perchè quello che sei
non lo cambierei mai
neanche se fossi tu
come il tempo a correr via
ma rimani con me
non mi perdo neanche un solo attimo di te
 
E vedrai un'altra te
quasi invincibile
viva come non mai
ed è li che tu mi avrai
oltre false magie l'orizzonte sarai.

Splenderai.

giovedì 9 maggio 2013

Volevo essere


Tu provi a fra quadrare le cose, ma loro non quadrano mai.
Come quelle tovaglie troppo corte, che tiri di qui e scopri di là.
A diciassette anni sapevo esattamente cosa non avrei mai fatto.
Una serie di veti e limiti e ingiuzioni, ai quali attenersi scrupolosamente. Mai varcare la soglia, stare nei confini. E tutto sarebbe stato facile.
Poi però. Ecco che basta niente.
Un'orata appena pescata, che ancora muove la coda. Pare ti guardi.
Un vecchio calzino giallo, in fondo all'armadio.
Un odore caldo di pane scuro, che ti fa voltare.
E sei altrove, in sogni che non sapevi, al di là della soglia.