giovedì 6 giugno 2013

Stile libero


Ho smesso di sentire quel bisogno di dire e dire.
Dire rovesciando, dire sputando, dire vomitando.
Come se tenere (se ne parlava ieri sera), avesse a che fare col vedere, col capire, con il colmarsi.
Quando sei pieno, puoi anche dare, non solo prendere. E lasciare le cose lì, masticarle lento, sotto cieli diversi, mentre raccogli le gambe, o le accavalli, o annusi l'aria.
Mi piace quando gli amici dicono è un po' che non ti sento, come stai?.
Ora posso permettermi di rispondere io sto meglio, grazie, raccontami qualcosa di te.
Ho attraversato un oceano.

martedì 4 giugno 2013

Occhi per guardare

Insomma, c'è questo parco.
Defilato, poco conosciuto.
Una meraviglia.
Dalla sua riapertura a marzo, l'ho attraversato quasi ogni giorno, anche con la pioggia.
Conosco i suoi luoghi e suoi rari, ma abituali frequentatori. Ci si saluta, con un cenno.
La giardiniera invece, che prima delle otto è già all'opera, non guarda nessuno. Lavora celermente, una macchia arancione. Mi chiedo se le piace questo lavoro nel silenzio intatto: richiami dolci, schiudersi di pigne.
Magari lo detesta.
Io invece la invidio un po'.
Una coppia stanca accompagna due figlie adulte a spasso. Entrambe hanno grossi deficit motori, e camminano sottobraccio sussurrando fra loro.
Lo studente spettinato con il portatile. Sceglie la panchina al sole, di fianco al pozzo. Forse ha un amore lontano, una ragazza che fa l'erasmus in Finlandia. O a Madrid.
La bella signora dal passo veloce. Mi sono fatta l'idea che abbia il colesterolo alto. E che una salutare camminata, suggeritale dal medico curante, la faccia stare bene.
Poi ci sono io, che respiro storie. E brezza.

lunedì 3 giugno 2013

Colline e tè

A casa di Paola si arriva salendo e salendo.
Il bosco, poi quattro case. L'ultima, è la sua.
Io, che sento respirare i muri, capisco subito che è passata tanta vita qui. E dolore, e lacrime. Ma anche pensieri belli, carezze, sogni.
Lei ha un sorriso pieno, che la disarma: quello di certi bambini che non hanno conosciuto inciampi.
Invece ha faticato sempre a mettere un passo avanti all'altro.
Il tè fuma, un pasticcino lucido di glassa mi scivola sul palato.
E penso che chi è vero, ti costringe ad esserlo. Perchè allunga la mano mostrandoti il palmo, e le linee oblique e storte che le notti di veglia ricamano, con pazienza e tenacia.
Non puoi far altro che posarci la fronte.

domenica 2 giugno 2013

Sabato

Pareva finto, il sole di stamattina.
Invece era vero, e scaldava le braccia.
Abbiamo camminato e parlato fra i campi, io, lei e la sua pancia, sempre più tonda.
Poi, mi sono comperata un paio di sandali. Come sono belli, di corda e sabbia. Con un tacco sottile e l'aria leggera.
A casa li ho provati, sgranocchiando patatine al pepe.
Uno zapping preprandiale, qualche pagina di libro.
E il piacere, stasera, di ritrovare una cugina che avevo perso, di cui non sapevo nulla e che nulla sapeva di me. Ricucire assieme ricordi, di fiori raccolti, di racconti notturni, nello stesso buio, nello stesso letto.
Sabato. Un dolce sabato.