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domenica 4 agosto 2013

Torride parole


You are all I need
You are all I need 
I'm in the middle of your picture
Lying in the reeds

Le previsioni dicono "giornata torrida".
Ascolto questo pezzo e per un attimo l'aria mi solleva il vestito di garza sottile.
 
 
Le parole, quelle che diciamo nel corso di una vita, sono depositate in un serbatoio? Sono lì, silenti, in attesa che qualcuno attingendo, le renda pronunciabili e rotonde?
Perchè persone diverse, con diverse parole, ci rendono capaci di nuove espressioni, originali combinazioni di lettere mai udite prima?
E' come se ogni cosa espressa attendesse il suo momento. Un luogo, una voce, un tempo. Ma più di ogni altra contingente occasione, sono gli incontri a produrre questo schiudersi miracoloso.
Siamo tutti pescatori delle altrui parole, cacciatori bramosi calati in miniere segrete e profonde. E come scimmie davanti a un formicaio, infiliamo lenti il nostro filo d'erba nella speranza ritrarlo colmo di nutrimento.

sabato 27 luglio 2013

Il coraggio del coraggio


A tutti piacerebbe trasferirsi in un posto magico. Ma sono pochi coloro i quali hanno il coraggio di tentare.
(R. Alves)

Intanto ringrazio Pier. E anche Daffo. Che involontariamente lasciano piccoli segnali e pietruzze dorate. Perchè in una mattina calda come questa, in cui provo a pesare e misurare le cose dette e fatte, fra una doccia fresca ed una tazza di tè freddo, ho proprio bisogno di agganci.
Mi sono svegliata pensando al coraggio.
In una vita precedente, qualcuno mi ha paragonata ad una pecorella: dolce, bianca, remissiva e orientata dal gregge. Questo ero. Il tragitto Udine-Padova, 160 chilometri in tutto, pareva un'impresa estrema. Partivo (e partire dovevo, per forza, se volevo sostenere gli esami universitari) come per un viaggio senza ritorno. Sorpassare un camion, fermarsi all'autogrill, cercare parcheggio. Tutto complesso, difficile, spaventoso. L'unica salvezza il pensiero di rincasare in un luogo sicuro, protetto. Conosciuto.
Poi.
C'è una spinta primordiale al cambiamento. Che puoi negare, allo spasimo, ma lei resta lì. E spinge.
C'è che ogni pecora, anche la più docile e ottusa, alza un giorno gli occhi dal suo rettangolo d'erba ben recintato, e per un attimo coglie un ruscello, un sentiero, un grande faggio grondante di foglie.
Allora, a passi piccoli, ho imparato. Le incognite del viaggiare. I percorsi sinuosi e indefiniti dell'amore. Le finestre spalancate, sempre, ad accogliere venti e profumi. Rotte anomale, impreviste, luminose o scure.
Qui ed ora, ascoltare il corpo, i suoi segnali.
E seguire tracce di senso
.

sabato 6 luglio 2013

Spinta evoluzionistica


Cos'è? Ora spiego.
Da un mese a questa parte combatto una lotta feroce con queste "farfalline della farina".
Ho ripulito gli armadi, buttato tutte le confezioni aperte di pasta, riso, cereali.
Ma inevitabilmente, tornano.
Ieri notte in cucina, ne intravedo una sul muro. Prendo lo scottex, decisa a porre fine alla sua vita parassitaria. Così accendo la luce. E scopro con meraviglia che si tratta di DUE farfalline, e che si stanno accoppiando.
Dunque. 
Tergiverso.
Sbuffo.
Se si accoppiano significa che ad un certo punto deporranno le uova. Nella mia cucina. Si moltiplicheranno.
Ma io, posso? Intendo, posso con un colpo di scottex cancellare due esseri che agiscono spinti dalla forza vitale a riprodursi?
Sospiro, spengo la luce, butto lo scottex e vado a dormire.


Oggi, al distributore di benzina.
Affianco l'auto alla pompa e subito mi trovo di lato il benzinaio. Aria da Banderas stempiato e appesantito dallo stress. Saluto, non risponde. Mi fissa e non accenna a prendere la chiave che gli porgo.
"Sono messa male?", chiedo, pensando di aver parcheggiato troppo distante dall'erogatore.
Lui tace, continua a fissarmi.
Poi, con voce cavernosa, occhio socchiuso e lieve accento latino dice ammiccante: "no, sei...perfetta".
Nella mia auto si scatena  il delirio. Risate trattenute e commenti a non finire. 
Sorvolo e sorrido: "venti euro, grazie".

giovedì 30 maggio 2013

Un ammiratore tenace


Approfitto della ricreazione per dare un'occhiata all'orto.
E lontana dagli sguardi (forse) fumo una sigaretta.
Da un mese a questa parte, mi tiene compagnia un pollastro. Un bel tipo, niente da dire.
Ma se i primi tempi se ne stava per conto suo, occhieggiando appena, ultimamente mi tallona in modo sfacciato.
Appena varco il cancello, mi accoglie con versi gutturali e appostamenti.
La scorsa settimana, si è davvero sbilanciato.
Ha esibito le sue grazie.