Ieri sera prima lezione del laboratorio "Short stories". Emozione da primo giorno di scuola. Rosicchiavo la penna nell'attesa dell'inizio.
Mauro in gran splovero, più incisivo e ispirato che mai.
Sedici corsisiti, e stranamente la percentuale di uomini è alta. Il partecipante più giovane è un imberbe attore ventenne. La più anziana una cardiologa in pensione.
Una mamma col pancione, un traduttore di testi per l'infanzia, un metalmeccanico.
Presentazioni reciproche, testi di vari autori, un bel video di Baricco (qui) sul senso dello scrivere.
Interessante la citazione di Covacich:
Non pensare a scrivere, pensa a vivere.
Se vivi pienamente, se presti attenzione alle cose che ti succedono
attorno, se ascolti e ti ascolti, il più è fatto. L’esperienza si
trasformerà in scrittura, pretenderà una voce, una pagina.
Così oggi i miei poveri alunni si sono subiti un pippone sulla scrittura, pieno di fervore. Sulla gioia del comunicare emozione attraverso le parole. Sul cogliere, sull'esprimere, sul raccontare.
Ed ecco che qualcuno ha raccolto le sue emozioni, nere sulla pagina bianca.
Mi sono commossa.
La paura
La paura è un sentimento brutto
che viene quando c'è notte,
che spaventa i bambini come un cacciatore che uccide un orso.
La paura ti aggancia il cuore
e ti porta all'inferno.
La paura è un sentimento primitivo.
La paura è importante, senza quella non potremmo vivere.
La paura ti porta alla tristezza, all'amore, alla felicità.
La paura è vita.






