giovedì 11 aprile 2013

Ganza

Ho sempre avuto un rapporto anomalo con gli occhiali da sole.
Li ho storicamente acquistati al mercato, non ho mai speso più di quindici euro. 
Poi, li ho sempre usati pochissimo.
Mi danno fastidio, mi stringono, mi impediscono di vedere i colori delle cose.
L'altra settimana, guidando accecata dalla luce, ho provato a cercare nel vano portaoggetti. Crema per le mani, chiavi, salviettine, fazzoletti di carta, auricolare. Occhiali. Eccoli.
Li infilo a casaccio, e solo dopo un po', mi guardo nello specchietto. Rido.
Sembro una Charlie's Angels sfigata.
Oggi, in passeggiata con i miei bambini.
"Forza, tutti in fila", dico indossandoli, senza pensare.
Giacomo, l'esteta del gruppo, si ferma e mi guarda compiaciuto.
"Maestra Gioia, che ganza!"
"Grazie ragazzo", e mi inchino.
Basta sapersi accontentare.

mercoledì 10 aprile 2013

Stare

Ringrazio Daffo per la citazione, che stasera mi accarezza. Ne avevo bisogno.
...restare nel flusso delle cose ...lasciare andare...
A volte è meglio limitarsi a cogliere le cose per quelle che sono.

Fermarsi.
Darsi il tempo per osservare, guardare.
Semplicemente respirare, stare.
Che esercizio, per una come me.
Mollare, e abbandonarsi alla corrente, fidandosi della Vita.
Vita, portami tu adesso, ti lascio il timone.

lunedì 8 aprile 2013

Terra


L'orto da zappare.
Anzi, niente orto, solo terra smossa da trasformare. Zolle e zolle umide, piene di odori e di vermi grassi.
Questo abbiamo trovato ieri.
Prima togli il giubbotto, ti si arrossa la faccia.
Poi sfili il golfino, sudi.
Le braccia non sanno. Come muoversi. Fanno leva, e il piede nello stivale di gomma spinge più sotto la pala.
Il miracolo del suolo che si apre, si offre, si lascia penetrare, fecondare.
Poi, seduti nell'erba, sfatti e stanchi, ridiamo, parliamo di volti, luoghi, vacanze. Persone incontrate.
E sono io. E sto bene.

sabato 6 aprile 2013

Easy


Nobody said it was easy,
No-one ever said it would be so hard.

The Scientist, Coldplay

Lei guarda dal finestrino dell'auto il giallo che taglia, strappa.
Un airone cinerino prende il volo, stupore e luce. Niente reflex, è un peccato.
Ma è l'odore che adesso vorrebbe fermare. L'odore di sale, fumo, polvere. Di gioia rubata.
Sorride amaro, una ladra di emozioni.
E l'airone è già oltre il ponte, a mostrarle la strada.