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sabato 21 settembre 2013
Capolavoro
Chi mi ha regalato questo libro, sapeva.
Non c'è una parola fuori posto.
Evoca ed evoca.
Mi porta dritta al sogno.
Intinse l'indice dentro lo yogurt
lo mise dentro la bocca dell'uomo
rimasta spalancata di stupore
poi lo pulì con la lingua e gli mise
i piedi scalzi ben sotto il maglione
passando sotto il tavolo ricolmo
e sussurrò con voce rugginosa
"Io traccerei una pista nel bosco
solo per bere alla fonte che celi
sotto l'orecchio fra il collo e la barba".
Lei disse "Sono terra, prendo tutto
di me puoi fare ciò che vuoi"
ed era strano che dicesse "terra"
lei che era figlia dell'acqua e del vento.
Lui si girava sul lato sinistro
e Masa si incantava di quel mantice
che regolare saliva e scendeva
poi gli aderiva col grembo da dietro
per trasformare se stessa in alcova.
A lui che non sentiva disse "Il tuo
respiro mi accompagna nella notte
e toglie al mio cammino le paure".
(P. Rumiz, La cotogna di Istambul)
domenica 15 settembre 2013
Libri che ci svelano
Certi giorni sono diversi.
Potrebbero sembrare giorni qualunque.
Ma hanno qualcosa in più.
Non molto.
Solo un dettaglio.
Minuscolo.
Di solito, non ci si fa caso.
Perchè un dettaglio non è fatto per essere notato.
Ma per essere scoperto.
E se ci concediamo il tempo di vederlo...
...appare.
Qui o là.
Minuscolo.
Ma all'improvviso così presente...
...da diventare immenso.
Un dettaglio è un tesoro.
Un vero tesoro.
Non c'è tesoro più grande di un piccolo dettaglio.
Un solo, minuscolo dettaglio può illuminare una giornata.
Un solo, minuscolo dettaglio può cambiare il mondo.
(Gli uccelli, G. Zullo, Albertine)
Grazie dolce Lalla. Stasera questo regalo, ha così senso. Così senso. E' stupore e meraviglia.
venerdì 23 agosto 2013
Il presente, le parole
Che libro.
E non è un libro.
Allora, che poesia.
E non è neppure questo, non è poesia.
Devo calare ogni singola parola, perchè se le mando giù in fretta, sento dolore.
Invece, se cautamente le sciolgo in bocca, una alla volta, posso percepirne il sapore, la consistenza grezza o fine, la sapidità. Fanno tutto da sole poi. Raggiungono il centro, attraversandomi tutta.
Ieri sera in terrazza, le persone mie più care strette sulle sedie rosse, si diceva che i libri ti scelgono. Invece questo libro è stato scelto per me, e mi parla della vastità che io non so respirare. Dell'attimo presente che sempre fatico a vivere.
Sono scarsi i sensi in dotazione alla specie dell'uomo. Li migliora con il riassunto dell'intelligenza. Il cervello dell'uomo è ruminante, rimastica le informazioni dei sensi, le combina in probabilità. L'uomo così è capace di premeditare il tempo, progettarlo.
E' pure la sua dannazione, perchè dà la certezza di morire.
L'uomo non sopporta la fine, dopo averla saputa si distrae, spera di aver sbagliato previsione.
Le bestie stanno nel presente come vino in bottiglia, pronto a uscire. Le bestie sanno il tempo in tempo, quando serve saperlo. Pensarci prima è rovina di uomini, e non prepara alla prontezza.
venerdì 16 agosto 2013
Creativa estiva
Passeggiando per Trieste mi imbatto in una libreria antiquaria che in vetrina ospita le opere di un bravissimo illustratore per l'infanzia: Fabio Dose, origini friulane e vita belga.
Pezzi unici. Scrigni da cui escono magicamente abecedari colmi di personaggi strampalati e storti, o morbidamente infantili. Parole francesi che sono musica: herisson, danseuse, bateu, souris. Comprerei tutto, ma i prezzi sono proibitivi.
Dopo un'intensa, ma breve riflessione, considero che quest'anno nei saldi di fine stagione non ho comperato assolutamente nulla. E che mi merito un regalino. Trenta euro di orchi ed elefanti in gonnella.
Il libraio sorride del mio entusiasmo e mi racconta qualcosa di Dose.
"Certo", dico io, "che mi piacerebbe pensare ad un laboratorio per i miei alunni...".
E lui, in un allegro slancio, prende il telefono per chiedere a Dose quando potrebbe essere in transito per il Friuli.
Parla. Sorride. Parla. Dice "benissimo". Riattacca.
"Incredibile", esclama, "sta passando ora davanti al negozio".
"Piacere ciao, sono Fabio Dose".
Caso? Destino?
Una volta a casa, approfitto del fuoco creativo che alberga in me, e tento di prendere spunto.
Come primo esperimento tento il pezzo grosso, un compendio graziosissimo degli animali e delle forme di vita specifici di un ambiente naturale: mare, montagna, prato.
Taglia, incolla, disegna, scrivi.
Mi mancava. Sì, mi mancava il bel fare.
martedì 6 agosto 2013
Letture sul lago
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| Hanning Mankell Scarpe italiane |
L'avevo tradita perchè avevo paura di essere tradito a mia volta.
Mi ero sempre tirato indietro per la mia paura di legarmi a qualcuno, di non essere in grado di controllare sentimenti così profondi. Non so perchè fosse così. Ma sapevo di non essere il solo. Vivevo in un mondo in cui molte altre persone erano in preda alle mie stesse paure.
Per tutto il tempo speravo che Dio mi apparisse e mi parlasse. Ma non ho mai sentito la sua voce, era troppo bassa. Per tutto il tempo c'era qualcuno in sottofondo che la copriva.
Ho imparato che Dio sussurra, mentre il diavolo urla. Non c'era posto per me nella battaglia che si svolgeva fra loro.
Il cibo senza segreti riempie lo stomaco di delusione.
Se mi è piaciuto questo libro. Lentissimo, una distesa bianca e infinita. Ma qua e là, tocchi di colore acceso. Le scarpe rosse e brillanti di Louise. Un nastro lucente, attorno al collo di un povero cane orfano di padrone. Il sangue denso e scuro di Sima.
Vita e morte. Fusioni e perdite.
Pianure a perdita d'occhio e poi, inattesa, la terra si erge e mostra il cielo.
lunedì 15 luglio 2013
Voci
Duro, mistico, carnale, bellissimo.
Un libro che mi gusto nei rari momenti liberi, che sembrano ora preziosissimi e perfetti.
...aveva capito, di colpo, che il suo amore per Elsbeth era solo un amore a metà. Ed è per questo che Dio gliel'aveva negata, perchè il suo affetto era fiacco e indeciso. Un ammasso di menzogne e vile tiepidezza.
Come potrebbe, come potrebbe un uomo affermare onestamente di amare la propria donna per la vita intera, se si limita ad amarla di giorno, e forse anche allora per la breve durata di un pensiero?
Era falso perchè nel sonno non si ama.
Ecco perchè aveva deciso di vivere una nuova vita: una vita di veglia. E questa nuova vita gli avrebbe portato l'amore di Elsbeth.
(R. Schneider, Le voci del mondo)
domenica 30 giugno 2013
Attrezzarsi
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| Vacanze all'isola dei gabbiani, A. Lindgren |
Ci pensavo: sono sempre poco attrezzata e molto impreparata.
Come andare in montagna con le scarpe da tennis.
O farmi sorprendere senza ombrello quando il cielo lo diceva a grandi lettere, che avrebbe regalato un temporale.
O al contrario, prepararmi alla burrasca e poi scoprire, con meraviglia, che un vento gentile mi spettina appena il ciuffo.
La vita sa sempre stupirmi. Vedo abissi, e sono pozze d'acqua chiara. Vedo strade tortuose a picco, e sono placidi sentieri di campagna.
Oggi, l'arrivo di un libro di Astrid Lindgren compie il miracolo. Aspettavo questo dono? Ero pronta ad accogliere, sorridere? Credevo nelle infinite possibilità che ogni giorno racchiude in sè?
No. Non più.
Adesso, dovrei farne tesoro.
mercoledì 26 giugno 2013
Cose belle
La casa editrice Orecchio Acerbo propone libri per ragazzi che non
recano danno agli adulti / libri per adulti che non recano danno ai
ragazzi.
“L’amore t’attende” di Fabian Negrin , è un albo illustrato. Un cartoncino piegato ad organetto, che svela ad ogni aprire e chiudere le musicali carezze fra due amanti.
Risento la voce del professor Sossi leggere rauca e pastosa, durante una delle sue lezioni.
Dentro la tua bocca
sogna una lumaca di alito e saliva
Un bacio la sveglia
si muove, è viva.
Ho amato quest'albo dalla prima volta che l'ho avuto fra le mani. Un cantico colorato, un inno alla bellezza che passa attraverso il fremere dei corpi, gli umori dolci, la pelle scoperta e da scoprire.
Se, come dice Enzo, la vita ci concede soltanto due possibilità di Amare, allora questo libro andrebbe acquistato e tenuto nel cassetto. Per consegnarlo senza indugio all'Amore, quando vorrà farci visita.
sabato 15 giugno 2013
Proteggersi
"Sei così bello che mi piacerebbe fare l'amore con te davanti a tutti, in mezzo alla piazza della stazione...".
Tony era scoppiato a ridere, ma senza sorprendersi. Neanche a lui dispiaceva mantenere un certo contatto col mondo esterno mentre erano l'uno nelle braccia dell'altro, percepire i suoni, le voci, le variazioni di luce, perfino il rumore dei passi sul marciapiede e il tintinnio dei bicchieri ai tavolini del bar di sotto.
(G. Simenon)
Ho trovato fra i libri della mamma "Germogliano sempre i noccioli".
Amaro.
Porta il sapore dei bilanci passivi: un'esistenza di vuoti a perdere, la vecchiaia
cava di chi non ha saputo scegliere, darsi profondamente, di chi ha deciso di salvare il cuore dagli urti.
Ma è impossibile. Salvarlo, intendo.
Altrimenti, portando le braccia al petto nel tentativo goffo e vano di proteggerlo, dovremo per forza, lasciare andare la mano che tenevamo nella nostra.
Altrimenti, portando le braccia al petto nel tentativo goffo e vano di proteggerlo, dovremo per forza, lasciare andare la mano che tenevamo nella nostra.
martedì 5 febbraio 2013
Presente
"Per lo meno", disse, "mi sarà di conforto sapere che lei è lì. E' meno inquietante immaginare di essere soli insieme".
"Soli insieme, una frase ben scelta", rispose Vijay senza guardarla.
"Forse", disse Pam, "potremo incontrarci ancora sul treno del ritorno, dopo il ritiro".
"A questo non dobbiamo pensare. Goenka ci insegnerà che è solo il presente il luogo che dobbiamo abitare. Ieri e domani non esistono. I ricordi passati, i desideri futuri, producono solo inquietudine. La vita verso l'equanimità sta nell'osservare il presente e nel permettergli di fluire indisturbato lungo il fiume della nostra consapevolezza".
Senza guardarsi indietro Vijay si mise la sacca a tracolla, aprì le porte dello scompartimento e se ne andò.
Bello "La cura Shopenhauer", che da mezzo regalo è diventato un regalo intero.
Ne leggo poche pagine ogni sera. Un rituale salvavita.
L'altro giorno il mio amico alchimista mi ha chiesto: "quale cosa da bambina ti dava veramente pace?"
"Leggere", ho risposto senza esitazioni.
"Vedi", ha detto lui, "ed è quella che hai conservato".
sabato 26 gennaio 2013
Vorrei
Sto leggendo "La cura Schopenauer", un quasi regalo.
Oggi, sulla strada di casa (mille chilometri in ventinove ore sono per me -pigra e poco incline allo spostamento- un record storico), guardavo la luna bianca e rosa farsi avanti, enorme, e pensavo a Julius, lo psicanalista, che domanda a Philip, sessuomane e misogino, cosa immagina scriveranno nel suo epitaffio.
Allora, guardando un cielo che si trasformava e si trasformava, in quell'ora rossa e melanconica che pesca i pensieri dal fondo, me lo sono chiesta.
Vorrei si dicesse solo che ho tenuto gli occhi aperti. Bene aperti. E che ho molto sorriso.
mercoledì 9 gennaio 2013
Di donne e di libri
Ho preso un fascio di libri in biblioteca.
L'ho già detto e ridetto che la biblioteca mi piace.
Stasera c'era il signore che leggeva il giornale. Tre ragazzine coi leggins e la coda di cavallo che volevano la tessera subito, per poter portare via i libri. Subito.
E la mia Francesca, la bibliotecaria più strepitosa che si sia mai vista. Si è alzata, si è aggirata con me fra gli scaffali, ha estratto tomi e libercoli, ogni volta guardando prima me e dopo il libro, come a prendere le misure. Questo ti piacerebbe, questo non è per te, questo fa piangere (hai voglia di piangere?), per questo ti serve la matita (ma non sottolinearmelo, usa il bloc notes), questo l'ha letto una tipa strana e mi ha detto che è bello, forse apprezzeresti.
Parliamo di conoscenze comuni. L'amico che le ha portato i cioccolatini a Natale, per farsi perdonare i ritardi indicibili sulla consegna, e che sa ascoltare. L'amica che legge storie ai bambini, così brava da incantare.
Ciao Franci, grazie delle chiacchiere.
Ciao Gioia, ti ordino gli altri libri, ti rivedo presto.
Mi spiace uscire da qui, ho respirato un po', dopo tanto tempo.mercoledì 2 gennaio 2013
Amore folle
Pier nel suo post di fine anno ringrazia Emme dicendo: mi ha ricordato che sono ancora capace d'innamorarmi, di perdere
la testa, di credere nelle persone, di avere le idee confuse, di
sorridere, di chiudere gli occhi quando bacio e faccio l'amore, di
ascoltare il cuore.
Allora pensavo. Perdere la testa, essere pazzi di qualcuno. Che pare una cosa provvisoria, a dirla così. Una cosa da cui guarire, rinsavire. Invece poi leggo Baricco.
- Cos'è che vuole sapere esattamente?
Allora pensavo. Perdere la testa, essere pazzi di qualcuno. Che pare una cosa provvisoria, a dirla così. Una cosa da cui guarire, rinsavire. Invece poi leggo Baricco.
- Cos'è che vuole sapere esattamente?
- Cosa vuol dire essere pazzo di qualcuno.
Alla donna venne soltanto in mente che capisci tutti i film d'amore, li capisci veramente. Ma anche quello non era facile da spiegare. E suonava un po' idiota.
Senza volerlo le tornarono in mente tante scene che aveva vissuto al fianco dell'uomo che amava, o lontano da lui, che poi era la stessa cosa, lo era da un sacco di tempo. Di solito cercava di non pensarci. Ma lì le tornarono in mente, e in particolare si ricordò di una delle ultime volte in cui si erano lasciati e di quello che aveva capito in quell'istante -era seduta al tavolino di un caffè, e lui se n'era appena andato. Quel che aveva capito, con certezza assoluta, era che vivere senza di lui sarebbe stato, per sempre, la sua occupazione fondamentale, e che da quel momento le cose avrebbero avuto ogni volta un'ombra, per lei, un'ombra in più, perfino nel buio, e forse soprattutto nel buio.
A. Baricco Tre volte all'alba
lunedì 10 dicembre 2012
Le ali della libertà
Reclusioni di corpi e di menti. Ma sanno di vento. Di libertà.
Le storie di Marilde Trinchero mi colpiscono in questi giorni come fendenti secchi, sordi.
Gabbie.
Scegliamo le nostre gabbie o sono loro a sceglierci? A chi consegnamo le chiavi della gabbia, a quale causa, persona, dipendenza, ricordo?
Gliele avevamo consegnate noi stesse? Per ingenuità, per un malriposto concetto di amore, per alleggerirci poichè talvolta sono pesanti da tenere?
Può essere. Ma non importa. Ciò che conta è riprendersele.
Storie di vite recluse, ma anche di speranze, perchè c'è sempre un volto, una voce, o un varco, ad indicarci l'uscita, la direzione, il ritaglio di cielo.
In chiusura Marilde parla di resilienza. La capacità di un materiale di resistere agli urti senza spezzarsi.
E' la tenacia che, appigliandoci a qualcosa (un'idea, un sogno, un amore, un progetto), ci fa dire "persevero" e supero questa barriera, spezzo quella rete che stringe, attraverso quel varco stretto, piego quella sbarra che chiude.
Brava, profonda, intensa. Ma non lo dubitavo Mari, ci sei tu, in ogni singola parola. E un po' ci sono anch'io.
Grazie.
domenica 9 dicembre 2012
Caserme e lettura
Gli interni della vecchia caserma mostrano quanto possa essere spersonalizzante un luogo che plasma e piega. Quanto si chieda a chi ne varca la soglia, di dimenticare sè stesso e i suoi colori. Di spegnersi.
Orfana di Eshkol Nevo, che dice cose come il tempo mi sudava addosso (e ti pare insostituibile, irrimediabilmente), ho invitato Mark Haddon a tenermi compagnia. Lui mi piace, e spero dirà cose intelligenti ma vado in fiducia, perchè sono quattro anni che non lo incrocio.
Nel frattempo, prima di farlo accomodare sul divano con una tazza di tè, mi dedico a due libri che mi stanno a cuore. Libri scritti da amici, che tenevo lì al caldo per giornate fredde come questa.
domenica 25 novembre 2012
Specchi
L'ha abbracciato talmente forte che lui non ha avuto altra scelta che smettere di agitarsi dentro l'abbraccio.
(E. Nevo)
Dobbiamo essere centrati, bastarci. Ma è nella relazione che noi ci definiamo. Nello specchio.
Yuval, nella Simmetria dei desideri, finisce per allontanarsi da quello in cui crede, dalla sua essenza.
Non capisco cosa ci sto a fare qui.
Non capisco più cosa significa la parola "io".
Non capisco cosa mi distingue da una bestia.
Non capisco perchè vorrei gridare ma la voce non mi esce.
Non capisco cosa c'è da capire.
Non capisco niente.
E' quando ritrova Amichai, l'amico di sempre, le spalle larghe e l'andatura allegra, e si riflette in quello sguardo pulito, che si riprende quello che credeva perduto. Amichai porta il ricordo di uno Yuval sano, autentico, amato. E lo riconsegna all'amico.
Sei arrivato al momento giusto fratello, sei arrivato un attimo prima della disperazione. E per fortuna che sei arrivato tu, fra tutti. Perchè nessuno è capace più di te di ricordarmi che al mondo esiste il bene.
Improvvisamente, grazie alla presenza di Amichai, mi sentivo di nuovo un essere umano.
venerdì 23 novembre 2012
Dalla cenere
"Quando la notte" della Comencini. E "Come Dio comanda", di Ammaniti.
Romanzi che amo, e che hanno trovato una felice trasposizione cinematografica.
Timi ha dato volto e voce a Manfred e Rino Zena. Personaggi aspri.
«Magari non avrei fatto questo mestiere
meraviglioso se non mi fossi ritrovato a rischio epilessia, balbuziente e
mezzo cieco», confessa.
È balbuziente, ex obeso, di origini proletarie e da anni convive con il morbo di Stargardt,
malattia rara, che atrofizza le cellule coniche dell'occhio. Ma è attore, poeta, pittore. Scrittore.
«Però che fatica, a volte. Sarà
perché noi balbuzienti attiviamo anche trecento muscoli
alla volta, incluse le dita dei piedi, nello sforzo per far uscire una
parola. Ma con gli anni ho imparato a
voler bene alle mie paure, ci rido sopra. Non siamo così importanti».
Non siamo così importanti. Se potessimo esserne davvero consapevoli.
martedì 13 novembre 2012
La caduta
"E io, per la prima volta in vita mia, non mi sono accontentato di
ascoltare; le ho rivelato che prima di lei c'era stato il deserto, che
avevo ormai accettato l'idea di essere condannato a vivere senza amore,
al di fuori di quello per le donne immaginarie che mi creavo ogni notte
per poi cercarne di simili per strada. Nei negozi. Nei giardini
dell'università. Le ho raccontato della mia collezione di donne
immaginarie con la dovuta autoironia, nel tentativo di creare
l'impressione che appartenessero al passato, proprio mentre covavo il
dubbio che lei stessa fosse immaginaria, e che alla fine della nostra
cavalcata mi attendesse una caduta niente affatto immaginaria. Arrivavo
addirittura a desiderarla un pochino, quella caduta. Quei secondi
immediatamente successivi alla caduta in cui tutto è improvvisamente
silenzio."
La simmetria dei desideri (E. Nevo)
Desiderare la caduta. Quando tutto sembra andare troppo bene.
Cosa ci spinge a cercare vie di fuga alla felicità?
Immaginarsi l'Apocalisse, il cancro, per scoprire con sollievo che si tratta solo di un'influenza.
Sperare nel peggiore degli scenari per scappare dall'ansia e confinare tutto nel fuoco fatuo.
Siamo animali spaventati, ingentiliti da scarpe e cravatte. La gioia pura, ci rende veri, ed è dalla nostra verità che fuggiamo.
Ma porgere il fianco alla felicità è la sfida di pochi impavidi.
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