Un anno fa, di questi tempi.
Lo stesso cielo caldo, la stessa maglietta.
Ma io? Quanto somiglio adesso a quella donna in fuga?
Tocca fare dei bilanci, tocca mettere assieme i pezzi, di questo anno. Denso, dolce, spesso, amaro, pieno di buche, di scorci e bellezze.
Scoperte, incredibili.
Palpiti, rabbie inesplorate, gioie sconosciute. Un mondo, un universo ho messo dentro.
Lacrime, infinite.
Ho pianto per ogni anno a venire. Un dolore cattivo e tenace che riempiva gli occhi e cancellava i colori.
Persone.
Rivelazioni, setacci naturali. Quando passi oltre questo mare, ti guardi attorno. Resta l'essenza, il nocciolo duro, lo scheletro. E non hai più bisogno di dire, spiegare, smussare. Chi rimane, ti vede per quello che sei, e ti ama.
So che suona banale ringraziare. Eppure stasera, sono piena di gratitudine. Per chi c'è stato, e davvero ha riempito un horror vacui che pareva non finire, non finire mai. Per chi mi ha svelata. Per chi ha ascoltato e raccolto ogni parola, trasformandola per me.
