sabato 7 settembre 2013

Cambiare, crescere

Non sopporto. Davvero.
Qualche settimana fa incontro al supermercato un vecchio amico, ormai perso di vista.
"Sei sempre uguale!", mi dice, ottemperando al rituale tipo del madaquantianninoncisivede?.
Questo implica che avrei dovuto essere diversa, che poteva aspettarsi il peggio? O che mi devo compiacere per questa inossidabilità? La nostra bacata testa occidentale malata di cerone e ritocchi, gode come un riccio quando l'involucro pare non cedere al tempo. Follia.
Anche perchè siamo vivi, cazzo. Si piange, si ride, si soffre d'insonnia, ci si ubriaca, si prende il sole, si cresce. Perchè, è vietato cambiare?
No, ma ci abituano a questo. Hai una bella (o brutta) cera. Lo diceva mia nonna, interrogandomi alla larga sulle vicende di cuore. L'ho trovato invecchiato. Certo, erano dieci anni che non lo vedevo.
Poi un giorno capita che arrivo a scuola, qualche notte troppo corta alle spalle, e una mamma incrociandomi sbianca ed esclama "ma cosa ti è successo? Hai una faccia..."
Al che, corro di sopra ad analizzarmi la profondità delle occhiaie. Eppure, non mi pareva di essere tanto male.
Possibile mai che non si possa guardare oltre? Oltre il pallore, la ruga, il taglio dei capelli? Sarà un concetto banale e frivolo, ma perchè non sappiamo cogliere l'emozione? Quella, parla nel sorriso, negli occhi, nei gesti.
"Grazie. E tu mi sembri felice", rispondo al vecchio amico, mentre saluta e si allontana con le sue buste della spesa.

13 commenti:

  1. "Sei sempre uguale" si dice solo delle piastrelle!!!

    RispondiElimina
  2. Alle teacher invece si deve dire "sei sempre più bella, anche se c'hai le rughe le occhiaie i capelli spettinati e le scarpe spaiate"

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La witch teacher!!!! :D
      Ora però...le scarpe spaiate , no. Al limite le calze. Una a righe e una tinta unita.

      Elimina
  3. Forse il senso sta nel vuoto che oramai ci circonda, spesso si vive una vita di circostanza e si pensa sempre all'apparire.
    "Sei sempre uguale" un elogio all'esteriorità solo per sembrare gentile, cortese, presente, attento e così via.
    Forse sarebbe stato meglio un semplice "Ciao", pieno di sincerità e rispetto.
    Purtroppo però il vivere ci mette più a contatto con le banalità piuttosto che con la concretezza.
    Chissà quanto nulla aveva in quelle buste della spesa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma sai che sembrava davvero sereno? Addolcito, più "grande" e a suo modo in pace...

      Elimina
  4. Sicuramente c'è tutta una serie di frasi di circostanza e "convenzionali" che se fossero abolite non farebbero danno a nessuno, anzi! molto meglio invece la tua risposta, quel "e tu mi sembri felice" che tutto è meno che banale e convenzionale e rende un pò anche l'idea di quanto tu sappia, ogni volta, distinguerti con stile da ciò che invece sarebbe scontato ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io, a dire il vero, noto solo i dettagli in secondo piano. Un'incrinatura della voce, un'espressione forzata, la bellezza di un gesto ampio...
      Non è un merito, è proprio il mio modo di guardare.

      Elimina
  5. bha secondo me voleva sentirsi dire: anche tu.
    Solitamente questi incontri sono scivolosi, c'è sempre qualche stereotipo in agguato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bleach.
      Mi ritiro sui monti, è l'unica...

      Elimina
  6. Alle volte mi capita d'incontrare gente che mi viene in contro e mi saluta "Ciao!" "Ciao" ma chi era quello un compagno di scuola, un vecchio amico? Lui "non sei cambiato affatto" ed io non posso dire altrettanto, ma questo rimane solo un mio pensiero.
    Cambiare fuori forse rispecchia quanto siamo cambiati dentro.

    RispondiElimina