Per Aron tutto era chiuso prima di incontrarla, il mondo non ne voleva sapere di lui. E' così che certe persone possono avvicinarsi l'una all'altra, e così era capitato a loro. L'aveva vista aprire le cose una dopo l'altra, renderle ricche, splendenti di significato. Era penetrato nel mondo delle parole.
In tutti i suoi gesti concentrava tanta luce, che ce n'era anche per lui.
(G. Tunström, L'oratorio di Natale)
Prestandomelo hai detto che era pieno di armonia e di cose che avrei capito. Non pensavo così tanto.
Mentre lo leggo, appunto qualcosa sul post-it verde mela, che appiccico leggero, per non lasciare segni.
Sono state due giornate difficili, disordinate, senz'aria, come le mie borsette dal fondo infinito in cui tutto (biglietti del cinema, una collana, un quaderno, guanti, un'arancia, pasticche) cerca spazio e luce.
Oggi ho capito. Cos'è che mi fa pensare di non essere degna, di dovermi sempre e in qualche modo meritare uno sguardo d'amore. E di non fare mai abbastanza per tenerlo su di me.
L'ho visto papà Franco, a spremere qualcosa di geniale dalla mia piccola testa confusa. A illuminarsi felice, appagato, quando con fatica trovavo la risposta giusta, quella fuori dagli schemi, quella che mai nessun'altra bambina avrebbe dato. Bingo!
L'amore va conquistato, con impegno. Mai distrarsi, mai abbassare il tiro. All'altezza, sempre.
L'amore va conquistato, con impegno. Mai distrarsi, mai abbassare il tiro. All'altezza, sempre.
Però papà, adesso vorrei sedermi un attimo.
















