domenica 24 febbraio 2013

Dissimili

Nevica. Poi piove. 
Guardo il tetto lustro e bagnato della casa di fronte. Il mio orologio delle stagioni. Delle fasi del giorno.
La casa di fronte ha due terrazze, una per appartamento: primo e secondo piano. Due terrazze uguali: stessa struttura, stesse dimensioni.
Ma quanto sono dissimili.
La prima è scarna, impersonale. Ma ordinata, pulita, sgombra. Una tenda bianca e pesante impedisce di guardare chi si muove, dentro casa.
La seconda è l'elogio del caos. Lavatrice, cestini, spazzoloni, sacchetti e oggetti che si vanno via via accumulando, in un crescendo di ordinario disordine umano. E spesso, osservo un lui o una lei, transitare dietro al vetro, e provo ad immaginare le loro voci.
"La cena è pronta".
"Arrivo".
Non so quale terrazza vorrei essere. Forse, esiste una via di mezzo.

18 commenti:

  1. ahahahah si la via di mezzo è ancora la migliore.

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  2. probabilmente le due terrazze si invidiano a vicenda.

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  3. Ci sono blogger che hanno molto da dire, la vita, le esperienze, la cultura, il caso.
    Ci sono blogger che non hanno nulla da dire e scrivono lo stesso.
    Ci sono blogger che vivono la normalità assoluta della vita ma riescono a descriverla con l'eccezionalità di una metafisica profonda. Sembra la cosa più normale del mondo invece è una qualità di pochi che talvolta diventa un dono. Tu sei così

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  4. una casa a scacchi?!! e chi ci vive il Bianconiglio? :P

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    1. Visto che roba? Noi friulani siamo gente frizzante... :)

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    2. frizzante????

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  5. parlavo di giardini quando ne ho scritto. spero si intravvedesse la mia idea. L'ordine è una disposizione del nostro io.

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  6. Quando si dice "essere fuori come un balcone" :P

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  7. oblivious pare dica le stesse cose he dico io da tempo.

    Io le conosco
    le due terrazze dico, le conosco
    e so anche chi ci stà,
    sono tutte due delle stesse persone,
    sono gente che ha diviso la propria vita
    per amarsi di più,
    lei è disoprdinata e confusionaria
    lui è tutto precisino
    vivono un giorno di sopra e uno di sotto
    e in ogni casa ci sono le abitudini dell'uno o dell'altra.
    In principio non si conoscevano
    e si vedevano tutte le mattine per le scale
    lui si alzava presto e quando era vestito
    si metteva con l'orecchio a terra
    e quando sentiva che lei si avvicinava alla porta usciva
    e facevano le scale insieme.
    Sono andati avanti così per dodic'anni
    giù e sù per le scale in silenzio
    finchè lei non le ha chiesto come si chiamasse
    e lui le ha risposto "Amore"
    era il suo nome vero, ma lei non lo capì
    e rispose "Anche io t'amo"
    così la sera al ritorno dal lavoro
    a volte salivano da lui
    e a volte si fermavano da lei.
    Adesso vivono così, su due appartamenti perchè
    silenziosi come sono non sanno dirsi quanto si amano
    e restano indecisi se vivere in una sola casa o continuare così.

    Abbi pazienza, m'è venuta così.

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  8. Chiamasi compromesso. Non sempre vivi al primo o al secondo piano. A volte ti tocca pure non avere uno spazio tuo.
    Raffaella

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