mercoledì 27 febbraio 2013

Prego, siediti.


Prendersi cura di.
Viene dall'Analisi Transazionale.
Prendersi cura del proprio dolore, della propria rabbia, delle paure.
Significa guardarli bene in faccia, in qualche modo accoglierli, aprire loro la porta.
Benvenuta paura. Cosa sei venuta a dirmi?
Oggi ho visto con lucidità il mio limite. Eccolo lì, esposto.
La paura mi fa tremare, cedere le gambe, inciampare.
Mi mette in posizione subalterna, di attesa.
E io non voglio che accada, no, non più.
Allora paura, accomodati qui sul mio divano. Adesso che ti vedo da vicino, non sembri poi così grande.

18 commenti:

  1. il fatto poi, che certe paure le abbiamo create noi ... ecco come dire: deus ex machina

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Noi, la nostra storia, le esperienze e gli incontri. Le paure si alimentano o si estinguono...
      Poi, ad un certo punto tocca pure affrontarle.

      Elimina
  2. è stato molto bello e intenso leggerti

    RispondiElimina
  3. Bellissima... Ogni emozione è un campanello che ci vuole rendere attenti di qualcosa e a parer mio vale la pena soffermarsi ad ascoltarlo. Ignorarlo a lungo può essere pericoloso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mai come in questa fase della mia vita questo è evidente...

      Elimina
  4. Confermi la mia tesi che quando si soffre si scrive meglio e con un'intensità maggiore. La verità conserva una sintassi straordinaria e tu sei vera: io ho smesso di avere paura anni fa, dopo è iniziata la fase della rabbia. Non è meno pericolosa perchè ti toglie lucidità in egual misura. Vengo qui per imparare a mettere quello che mi fa male nella sua giusta luce. Per annullarlo

    RispondiElimina
  5. Però c'è anche una sofferenza che viene da Vivere, in qualche modo "sana". La bellezza che ci piega e ci porta via. E' una sofferenza dolce. Ecco, preferirei quella.

    RispondiElimina
  6. accogliere le emozioni come una parte di noi che vuole comunicarci qualcosa... e poi lasciar andare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi pare che neanche tu scherzi, in questo periodo, con le emozioni... :)

      Elimina
  7. La signora Vitali soffriva di crisi di panico
    un giorno ne ha presa una mentre saliva le scale dell'ufficio,
    si è bloccata lì e non si muoveva più
    e la gente dietro che chiedeva perchè senza capire
    passata la crisi è subentrata la vergogna per essere stata vista da tutti
    tornata a casa è voluta andare col marito (appassionato motociclista)
    in una concessionaria di moto
    ha comprato per se una BMW 850 usata e ha cominciato ad andarci
    è caduta diverse volte ma continua alla bella età di sessant'anni
    ad andare in moto e mi dicono i parenti che adesso ha cominciato ad andare anche nel circuito di Misano Adriatico.
    Se il male lo conosci forse non lo eviti ma almeno lo affronti.
    Te non so ma io faccio il tifo per la maestra.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se questa storia è vera (escludendo il circuito di Misano Adriatico)...allora la vita è davvero tutta da vivere... ;)

      Elimina
    2. Certo che èvera, le fregnacce le dico nei miei racconti.

      Elimina
  8. Chi ha paura muore ogni giorno, che non ne ha una volta sola.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto. Ecco perchè è meglio conoscerla e metterla al suo posto...

      Elimina
  9. Vengo dal blog di Andrea e mi hai colpito perchè leggendo il suo racconto ho trovato che eravamo le sole che sentivamo angoscia.
    Così sono corsa a leggerti. Forse perchè le persone spettinate dentro si riconoscono tra mille, forse perchè c'è, invece, un ordine invisibile che lega le cose.
    Bah, mi piaci come scrivi. E sì se ci vai a cena con la paura, magari ti accorgi che mangiate le stesse cose.
    Raffaella

    RispondiElimina