lunedì 22 aprile 2013

Il fuoco


Osservarono il fuoco spegnersi, belli nel riverbero.
Prima di partire lui le carezzò i capelli con lievi gesti di brezza.
"Lavora amore mio, non fermarti mai. Rigoverna, mungi le vacche, pulisci la stalla, raccogli dal torrente i grossi sassi bianchi. Non fermarti amore, e non sentirai freddo".
Lei non parlò. Una lacrima sola, densa di rugiada e sciroppo, scese lenta, da mezzogiorno. Lui ne seguì la rotta, inclinando appena la testa.
"Elemosinerò per te le trame più belle. Ed ognuna passerà sotto i miei denti, come danari d'oro o amalgama. Lustrerò solo le più pure, di umori e sorrisi e dolci sospiri, fino a farle brillare. Tornerò. Riaccenderemo il fuoco".
E dicendolo, le avvolse intorno al collo una sciarpa di lana rossa. Tra le cui pieghe la lacrima, paga, si perse.

8 commenti:

  1. hai capito lo stronzo ... se ne va e torna per accendere il barbecue e lei si smazza tutto il resto...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ;)))))))
      Ma vuoi mettere poi riaccendere il fuoco?

      Elimina
    2. sarà ... secondo me lei piange pk le ha detto che torna

      Elimina
    3. Cinico di un Pier...mi sa che è ora di innamorarsi ;)

      Elimina
  2. Bella storia..breve intensa e significativa. Partenze, attese e ritorni. Appartenenze. Grazie!
    A presto Gioiuccia..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sedanina, io ti leggo, tu mi leggi.
      :)

      Elimina
    2. Non potrei farne a meno. ;)

      Elimina