lunedì 29 aprile 2013

Rabbia

Ci sono storie che faticano a trovare casa. Bellissime, pure, illuminanti
Ecco, questa citazione arriva da una storia così. Dovrebbe passare di mano in mano, di bocca in bocca, di recensione in recensione. Invece.
Ma qualcuno la coglierà. La farà copertina, pagine, odorosa carta. Ne sono certa.
 
Il giorno che è morto Joe Strummer ho deciso di cominciare ad invecchiare: mi sono voltato e ho guardato indietro, verso la rabbia giovane che prima o poi si allontana, anche se la tiri come un elastico, anche se cerchi di rinnovarla con un concerto o con una vecchia fidanzata, niente. Ma niente niente... 
Un cazzo di niente. 
Quella rabbia che ti ha fatto crescere e ti ha spurgato di tutti i liquidi malsani, prima o poi quella rabbia ti scivola sotto i piedi come la bava di una lumaca e ti svegli un mattino che sembri ancora giovane, ma hai lasciato per sempre il controllo completo al mondo dei grandi. 

Vorrei coltivare la rabbia. E' stata mia solo per poco, verso i quindici o sedici anni, ma silente. Ventiquattro mesi di ferocia senza voce, senza slanci. Ero solo contro, ostinatamente contro. Contro i voti che mi inchiodavano e gli scutini che mi mettevano oltre la riga: di qui i buoni e promossi, di là i cattivi e bocciati. 
Un sorriso acido e amaro assieme, quando in mezzo agli studenti assiepati davanti alle bacheche lessi a caratteri rossi e cubitali NON AMMESSA. Era esattamente quello che volevo.

Ora, la rabbia sembra non appartenermi, ma forse va stanata. Magari è lì, sotto le unghie. Nell'incavo del braccio. Dietro il lobo dell'orecchio. 
Credo che se riuscissi a trovarla, a darle l'esca giusta, a portarla allo scoperto, potrei  accoglierla e darle più spazio. Potrei dirle che la metto comoda, assieme alla gioia, alla tristezza, alla paura. 
Sarebbe ora, che ci incontrassimo. 

12 commenti:

  1. Penso che la sana "rabbia" vada trasformata in altro: in arte, musica, politica ecc.
    Da giovane la rabbia di essere cresciuto in un posto che allora giudicavo gretto e stretto l'ho trasformata in fuga e vagabondaggi: " I miei amici li ho chiamati piedi, perché ero felice solo quando si partiva." (C. Lolli)
    Poi crescendo si impara a controllarla anche se, hai ragione, non va bene tenerla sempre nascosta.

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    1. Quando la sperimenterò, prima la farò un po' urlare.
      Magari in un campo.
      Poi la trasformerò. :)

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  2. non ci avevo mai pensato ... alla rabbia dei 15 anni, porte sbattute ...
    un sentimento acerbo, lo perdiamo quando si impara la vendetta.

    Ps: che angoscia quella foto teacher o.O

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    1. Azz... Io non ho neanche imparato la vendetta.
      Diamine.

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  3. A volte la rabbia viene repressa, mentre andrebbe scovato il canale migliore per lasciarla esprimere. Tutte le emozioni hanno cittadinanza e vanno accettate.Non ci sono emozioni positive o negative. Soffocarle significa bloccare qualcosa dentro di noi. E poi si sta male.

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    1. Concordo.
      Difatti, la sto chiamando a gran voce...

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  4. ...magari,sarebbe l'ora. Hai coltivato la rabbia,l'hai riconosciuta, trasformata,le hai dato(forse)un volto.Ora dipende da te prendere l'orologio,dargli la carica e farlo ripartire....magari questa giusta ora riesci a trovarla.

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    1. La carica all'orologio.
      Che bello.

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  5. La rabbia intesa come istinto di protezione non resterà repressa, prima o poi verrà fuori. E poi, una forza da gestire, dominare e trasformare in ciò che potrebbe essere costruttivo.

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  6. Rabbia, ira, odio... tutte vie per il Lato Oscuro diceva il maestro Yoda. Però quel mostriciattolo verde mica aveva sempre ragione.
    Sfoga la tua rabbia se puoi.

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    1. Ciao :)
      Sì, mi sto scaldando :))

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