lunedì 11 marzo 2013

Gusci


Jung definisce individuazione il processo di differenziazione che ha come meta lo sviluppo della propria personalità. Riferendosi allo sviluppo della specificità di un individuo, rispettando la sua autenticità, e predisposizione naturale.
Potremmo dire che il compito principale della nostra vita è diventare noi stessi, assecondando e coltivando quella che è una necessità naturale poiché, quando questo percorso viene ostacolato, la vitalità stessa di una persona è pregiudicata.
(M. Trinchero, Reclusioni di corpi e di menti)

Non potevo aspettare.
Perchè il corpo, ha parlato per me.
Non voleva più riposare, nè mangiare. Nè schiudersi al sole.
Allora, per sopravvivere, ho dovuto assecondare il cambiamento. Accoglierlo.
No, non è vero che mutare di stato è un processo naturale. L'uomo istintivamente cerca il riparo, il calore del fuoco, volti conosciuti e rassicuranti, ripetitività.
Poi però, le cellule. Loro che si duplicano, loro che ogni giorno muoiono, e ci disegnano.
Loro, hanno deciso. Di mettere il guscio di noce nel bel mezzo dell'oceano.

12 commenti:

  1. La vita è cambiamento. Purtroppo l'essere umano si fa prendere dalla paura e lotta perché tutto resti immutato. Ma vivere è cambiare continuamente.

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    1. A volte impercettibilmente. Altre in modo devastante.

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  2. ...e meno male che c'è qualcuno che canta e la tristezza ce la fa passare...

    http://www.youtube.com/watch?v=AdRglAmfZi0

    L'anonimo con la tosse

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    1. Che bella...grazie tossicchiante.
      Spero che tu stia meglio.
      E che Dolly ti saltelli intorno, mentre vaghi per la campagna.

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  3. Odio la dittatura delle cellule, ma mi ci piego memore dell'homo sum, alla Terenzio.
    Seguirò questo blog.
    Buona giornata

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  4. Io sono un'abitudinaria, come i gatti... è un grosso limite, lo sento, ma a volte è la vita stessa che ti porta a doverlo affrontare quel limite, non senza fatica però...
    Buona giornata.

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  5. "Viaggiano i viandanti, viaggiano i perdenti più adatti ai mutamenti " cantava qualcuno. L'abitudine può essere un segno di forza.Io sono felicissimo delle mie.:)

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    1. Mi basta sapere che non vivi con la mamma :))))

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  6. Bel finale della riflessione...guscio di noce nel bel mezzo dell'oceano... + seguire l'onda...
    La mutevolezza volontaria o accidentale a volte può essere positiva, facendo emergere lati sconosciuti di noi stessi e una migliore comprensione di tutto ciò che ci circonda.
    Un abbraccio

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    1. Seguire l'onda, mi mancava.
      Ma mi piace :)

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