mercoledì 21 novembre 2012

Les routines


Sono abitudinario. 
Ogni mattina percorro la stessa strada. Attraverso corso Cavour, prendo il giornale e svolto a destra. Bevo il caffè al numero 24 di via D'Azeglio, sempre macchiato e senza schiuma.
Potrei cambiare, le varianti sarebbero infinite. Invece preferisco ripetermi: stessi luoghi, stessi sapori, stesse facce, stessi cani a spasso. Una rassicurante coperta lisa.

Martedì.
Fermo al passaggio pedonale in attesa del verde, ho visto una donna che leggeva, camminando. Una falcata lunga, una gonna gitana.

Giovedì.
Ieri non indossava la gonna da zingara. Però leggeva, tenendo il libro alto. Quando ha attraversato la strada ho visto il titolo: La vita davanti a sè.
Allora durante la pausa me lo sono comperato, magari un titolo così mi aiuta.

Venerdì.
Ho deciso di seguirla. Così tanto per fare. Vorrei vedere dove va, che lavoro fa. Deve aver messo a punto una tecnica per leggere mentre cammina, perché evita persone ed ostacoli, senza mai calare il libro.
Lavora alle poste. Non l'avrei detto.
Un ufficio postale appena fuori dal centro storico, ma piccolo, con due sportelli. Quando varca la soglia la porta scorrevole si apre, e lei ripone il libro nella borsa.

Lunedì.
Dovevo inviare un plico. Così, invece di raggiungere la posta centrale, un isolato dietro l'ufficio, ho camminato. Gli occhi sulle punte delle scarpe, l'oscillare lieve delle braccia.
C'era gente.
Mentre aspettavo in coda la osservavo: il suo modo di muoversi richiama la falcata. Senza fretta, con attenzione, cura. Sorride ad una signora che riconosce, si rivolge ad un bambino, gli chiede qualcosa.
“Buongiorno. Prego”.
“Devo inviare questo”.
E' spettinata. Mi verrebbe da scostarle i capelli dalla fronte. Sotto, scuri e appena cerchiati, gli occhi si muovono sulle cose. Il timbro, una penna, il telefono.
“Mi fa una firma qui?”
“Non ha detto firmetta, vero?”
“Come, scusi?”
“No. Dicevo che si usa il temine firmetta. Lo trovo orribile”.
Ride, mi guarda da sotto, mentre firmo.

7 commenti:

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    1. Avessi l'energia e la voglia di aggiungerne altri. Invece è una fase di stasi, la lettura mi passa addosso senza lasciare tracce. Ma conto sul potere seduttivo dei libri.

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  2. soffri chiaramente di empatia acuta e irreversibile, una malattia affascinante, "umana", poetica....di qualcosa si deve morire :)

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    1. Questa diagnosi mi garba assai :))
      E mi ricorda questa.

      E i medici arrivarono subito, uno dopo l'altro: arrivò, cioè, un Corvo, una Civetta e un Grillo-parlante.
      "Vorrei sapere da lor signori", disse la Fata, rivolgendosi ai tre medici riuniti intorno al letto di Pinocchio, "vorrei sapere da lor signori se questo disgraziato burattino sia morto o vivo!..."
      A quest'invito, il Corvo, facendosi avanti per il primo, tastò il polso a Pinocchio: poi gli tastò il naso, poi il dito mignolo dei piedi: e quand'ebbe tastato ben bene, pronunziò solennemente queste parole:
      "A mio credere il burattino è bell'e morto: ma se per disgrazia non fosse morto, allora sarebbe indizio sicuro che è sempre vivo!"
      "Mi dispiace, disse la Civetta, di dover contraddire il Corvo, mio illustre amico e collega: per me, invece, il burattino è sempre vivo; ma se per disgrazia non fosse vivo, allora sarebbe segno che è morto davvero!"

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    2. https://www.youtube.com/watch?v=F__Ywer8VFM

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  3. Firmetta va detto alla milanese! Tipo: "uè, la firmetta!"

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    1. Cosa che a voi piemontesi, riesce sicuramente meglio che a noi friulani... :))

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